Il PIN
Il PIN della CIE è di otto cifre, te lo hanno consegnato in due metà: le prime quattro sulla ricevuta che ti hanno dato in Comune quando hai chiesto la carta, le altre quattro nella busta arrivata a casa insieme alla carta.
Se lo hai perso dovrai rivolgerti al Comune.
Per ridurre i possibili errori di battitura, un PIN che non sia di otto cifre numeriche viene rifiutato subito, senza nemmeno arrivare alla carta: cosi’ una distrazione non ti costa un tentativo.
Salvare il PIN
Sezione intitolata “Salvare il PIN”Digitare continuamente 8 cifre è scomodo, e le cose scomode finiscono per essere aggirate male. Per questo, dopo che il PIN è stato accettato, Firma CIE ti propone di salvarlo nel portachiavi del tuo sistema operativo, cosi’ non dovrai più digitarlo.
Da riga di comando la stessa domanda arriva cosi’:
Ricordare il PIN di questa carta nel portachiavi? [s/N]Il portachiavi è il gestore di password del tuo sistema operativo: Gestione credenziali su Windows, Portachiavi su macOS, il portachiavi di GNOME su Linux.
Firma CIE non scrive nessun file suo: tutti i secret vengono custoditi dal sistema operativo, che li tiene cifrato, e lo sblocca quando entri nella tua sessione (Login utente).
Oppure no
Sezione intitolata “Oppure no”Rispondere di no è una scelta legittima, ed è quella predefinita: da riga di comando basta premere Invio. In quel caso sul disco non finisce niente - né il PIN né il tuo nome - con questa modalità il programma ti chiede il PIN ogni volta che serve.
Cosa protegge il portachiavi, e cosa no
Sezione intitolata “Cosa protegge il portachiavi, e cosa no”| Qualcuno ti ruba il computer o il disco | protetto: il PIN è cifrato |
| Un’altra persona che usa lo stesso computer con il suo utente | protetto |
| Chi va a curiosare fra i tuoi file | protetto: non c’è nessun file da leggere |
| Un programma malevolo che gira come te, mentre la sessione è aperta | non protetto |
L’ultima riga vale per qualunque password nel portachiavi, non solo per questa: a sessione sbloccata, i programmi che girano come te possono chiederne il contenuto. Se è un rischio che ti riguarda, non salvare il PIN.
Più di una carta
Sezione intitolata “Più di una carta”Ogni CIE ha la sua voce nel portachiavi, riconosciuta dal numero della carta che è leggibile senza il PIN.
È possibile salvare il PIN di più carte, anche se appartengono a persone diverse: il portachiavi le distingue, proprio come fa con le altre password.
Insieme al PIN vengono ricordati nome, cognome e codice fiscale letti dalla
carta - dentro il segreto cifrato, mai fra le etichette in chiaro che il
portachiavi usa per cercare.
Dimenticare una carta
Sezione intitolata “Dimenticare una carta”In Firma CIE c’è il pulsante Dimentica accanto al PIN salvato.
Altrimenti vale il gestore di password del sistema: Gestione credenziali su Windows, Accesso Portachiavi su macOS. Su Linux, se preferisci il terminale:
secret-tool search service cieSe il portachiavi non è disponibile o si rifiuta di salvare, il programma lo notifica ma la firma è già andata a buon fine, e un portachiavi che non collabora non è un buon motivo per buttarla via.
Perché tutte e otto le cifre
Sezione intitolata “Perché tutte e otto le cifre”Il middleware ufficiale ne chiede solo quattro. Le altre quattro le tiene salvate lui, in un file, protette da una chiave che chiunque abbia la carta in mano può ricavare senza conoscere il PIN - il che dimezza le combinazioni da provare.
Il PIN si digita per intero, se decidi di salvarlo viene salvato per intero nel portachiavi del sistema, con la stessa protezione di tutte le tue altre password.
Da riga di comando
Sezione intitolata “Da riga di comando”cie cerca il PIN in quest’ordine: l’opzione --pin se gliela dai, poi il
portachiavi, poi te lo chiede.